Compliance • Self check-in • Pubblica sicurezza
Verifica de visu da remoto nel check-in: cosa dice il Consiglio di Stato (Sent. 9101/2025) e come farla correttamente
La sentenza chiarisce che la verifica de visu può essere svolta anche con strumenti di videocollegamento, ma solo se idonei a verificare hic et nunc la corrispondenza tra ospite e documento.
In breve
Il Consiglio di Stato (Sez. III, sentenza 21/11/2025 n. 9101) ribadisce l’obbligo di verifica de visu e chiarisce che può avvenire anche da remoto tramite strumenti idonei (videocollegamento) capaci di verificare hic et nunc la corrispondenza tra ospite e documento.
- Non basta ricevere una foto del documento.
- Serve un riscontro visivo reale nel momento del check-in.
- Ok alla tecnologia, ma solo se progettata per identificare davvero.
Perché la “verifica de visu” è centrale nel check-in
Nel mondo dell’hospitality, il punto non è “raccogliere un documento”, ma accertare che la persona che alloggia corrisponda al documento e gestire poi gli adempimenti previsti. È un tema di pubblica sicurezza e tracciabilità: chi entra in struttura deve poter essere correttamente associato a un’identità verificata.
Cosa dice la sentenza 9101/2025 (in modo operativo)
Tre messaggi chiari:
Il gestore deve verificare visivamente la corrispondenza tra persona e documento (almeno rispetto alla fotografia).
Solo invio del documento + codice/chiave non dà garanzie su luogo, tempo e corrispondenza visiva al momento dell’accesso.
La verifica può avvenire anche con videocollegamento, purché consenta un accertamento hic et nunc.
“Da remoto” sì, ma non improvvisato
❌ Approcci a rischio
- Documento inviato su canali non progettati per identificazione.
- Accesso consegnato con codice/chiave senza video-riscontro.
- Nessuna verifica “qui e ora” prima dell’ingresso.
In questi casi, l’identificazione rischia di ridursi a una semplice raccolta di dati, senza vero riscontro visivo.
✅ Approccio corretto
- Verifica visiva in tempo reale (video) prima dell’accesso.
- Documento disponibile durante la verifica, sullo stesso flusso operativo.
- Processo standardizzato, tracciabile e replicabile.
Come funziona FaceCheckin di Grisup
FaceCheckin (scritto tutto attaccato) è progettato per rendere il check-in remoto una verifica de visu digitale strutturata:
L’ospite carica il documento in un ambiente dedicato, evitando canali improvvisati.
Un OCR estrae i dati e riduce errori manuali, preparando la verifica.
Il gestore verifica in tempo reale la persona e, sullo stesso schermo, confronta volto e documento.
Obiettivo: consentire un riscontro visivo reale e immediato (hic et nunc), coerente con i principi richiamati dalla sentenza.
FAQ
La verifica de visu può essere fatta da remoto?
Sì, se la procedura usa strumenti idonei (es. videocollegamento) che permettono un riscontro visivo reale e immediato (hic et nunc) tra ospite e documento.
Inviare la foto del documento basta?
Di norma no: senza un riscontro visivo nel momento del check-in, rischi di ridurre tutto a una raccolta dati senza vera corrispondenza persona-documento.
Il self check-in è vietato?
Non è un “sì/no” in astratto: conta come realizzi la procedura. Se manca una verifica de visu robusta e coerente, il modello può non essere considerato adeguato.
Vuoi un check-in remoto davvero “a prova di controllo”?
FaceCheckin di Grisup unisce caricamento sicuro del documento, OCR e videochiamata integrata con documento a schermo, per una verifica de visu digitale strutturata e replicabile.